08 febbraio 2008
Da: Tuttocasarano.it
I due tifosi della Virtus Casarano arrestati il 17 gennaio scorso dopo la partita di campionato contro il Nardò, sono stati assolti con sentenza del Giudice Monocratico (dott. Biondi), presso la sezione di Nardò del Tribunale Penale di Lecce, dal reato contestato (art. 6 bis legge 401/89) "perché il fatto non sussiste".
I due ultrà rosso-azzurri erano accusati di aver lanciato in campo alcuni fumogeni, durante la gara di recupero contro il Nardò del 16 gennaio.
Durante il dibattimento, che si è tenuto ieri mattina. è emerso che uno dei due tifosi si limitò a tenere il fumogeno acceso in mano e in alto, con il braccio steso, poggiandolo a terra una volta spentosi, mentre l'altro imputato lo lasciò cadere fuori del campo di gioco e senza lanciarlo una volta in fase di esaurimento.
Il difensore degli imputati, avv. Giovanni Bellisario, ha sostenuto che per concretizzare il reato contestato, che prevede la pena della reclusione sino a 4 anni, “ è necessario che la condotta determini un pericolo concreto, che nel caso di specie non era dato rilevare anche in considerazione che condotte ben più pericolose, quali il lancio sul terreno di gioco di alcune bombe carta effettuato dai tifosi del Nardò, non erano state rilevate dalla Polizia".
Accedendo alla tesi difensiva, il Giudice ha ritenuto non sussistere il pericolo concreto voluto dalla norma ed ha assolto i due ultrà, revocando anche la misura dell'obbligo di dimora che era stata loro applicata al momento della scarcerazione.
La sentenza è arrivata dopo oltre due ore di Camera di Consiglio, segno di una decisione molto sofferta.
I tifosi, però, potrebbero rispondere di altro reato, con autonomo processo, qualora la Procura lo ritenga sussistente, per il possesso dei fumogeni, circostanza prevista dall'art. 6 ter che punisce il solo possesso e non la utilizzazione.
L'arresto dei due tifosi aveva suscitato grande clamore in città, in particolare nell'ambiente degli ultrà rosso-azzurri, per le circostanze in cui si era svolto. La Digos di Lecce, infatti, nelle primissime ore del 17 gennaio, organizzò un vero e proprio blitz nei confronti di alcuni ultrà.
I poliziotti della Questura del capoluogo salentino, inoltre, effettuarono perquisizioni nelle case di alcuni tifosi della Virtus Casarano. La polizia buttò praticamente dal letto gli ultrà (oltre ai loro familiari) costringendoli a vestirsi e a seguire i poliziotti in Questura per i relativi accertamenti.
L'arresto dei due ultrà fu eseguito su parere favorevole del dott. Giovanni Gagliotta, magistrato della Procura di Lecce, dopo aver visionato le immagini girate allo stadio dalla "Scientifica". Dopo alcuni giorni, effettuati gli interrogatori e i primi riscontri, i due tifosi furono scarcerati, ma il giudice applicò la misura dell'obbligo di dimora, revocata, come si è detto, dal giudice di Nardò.
I due ultrà rosso-azzurri erano accusati di aver lanciato in campo alcuni fumogeni, durante la gara di recupero contro il Nardò del 16 gennaio.
Durante il dibattimento, che si è tenuto ieri mattina. è emerso che uno dei due tifosi si limitò a tenere il fumogeno acceso in mano e in alto, con il braccio steso, poggiandolo a terra una volta spentosi, mentre l'altro imputato lo lasciò cadere fuori del campo di gioco e senza lanciarlo una volta in fase di esaurimento.
Il difensore degli imputati, avv. Giovanni Bellisario, ha sostenuto che per concretizzare il reato contestato, che prevede la pena della reclusione sino a 4 anni, “ è necessario che la condotta determini un pericolo concreto, che nel caso di specie non era dato rilevare anche in considerazione che condotte ben più pericolose, quali il lancio sul terreno di gioco di alcune bombe carta effettuato dai tifosi del Nardò, non erano state rilevate dalla Polizia".
Accedendo alla tesi difensiva, il Giudice ha ritenuto non sussistere il pericolo concreto voluto dalla norma ed ha assolto i due ultrà, revocando anche la misura dell'obbligo di dimora che era stata loro applicata al momento della scarcerazione.
La sentenza è arrivata dopo oltre due ore di Camera di Consiglio, segno di una decisione molto sofferta.
I tifosi, però, potrebbero rispondere di altro reato, con autonomo processo, qualora la Procura lo ritenga sussistente, per il possesso dei fumogeni, circostanza prevista dall'art. 6 ter che punisce il solo possesso e non la utilizzazione.
L'arresto dei due tifosi aveva suscitato grande clamore in città, in particolare nell'ambiente degli ultrà rosso-azzurri, per le circostanze in cui si era svolto. La Digos di Lecce, infatti, nelle primissime ore del 17 gennaio, organizzò un vero e proprio blitz nei confronti di alcuni ultrà.
I poliziotti della Questura del capoluogo salentino, inoltre, effettuarono perquisizioni nelle case di alcuni tifosi della Virtus Casarano. La polizia buttò praticamente dal letto gli ultrà (oltre ai loro familiari) costringendoli a vestirsi e a seguire i poliziotti in Questura per i relativi accertamenti.
L'arresto dei due ultrà fu eseguito su parere favorevole del dott. Giovanni Gagliotta, magistrato della Procura di Lecce, dopo aver visionato le immagini girate allo stadio dalla "Scientifica". Dopo alcuni giorni, effettuati gli interrogatori e i primi riscontri, i due tifosi furono scarcerati, ma il giudice applicò la misura dell'obbligo di dimora, revocata, come si è detto, dal giudice di Nardò.
0 commenti:
Posta un commento